giovedì 15 gennaio 2015

La vita e la morte di Ivan Il'ič a Centuripe

Nel regno del facciamo finta che, apri un libro candidamente poggiato sul comodino e ti ritrovi a San Pietroburgo e dintorni, a vivere, nel giro di poco inchiostro e ore, l'ascesa e discesa a precipizio del borghesissimo procuratore Ivan Il'ič. La sua vita vissuta all'insegna della convenzione e forma. La sua morte vissuta all'insegna della crisi e del ravvedimento.



Voi, dovunque siate, tra le mura domestiche o nel tran tran del traffico cittadino, lasciatevi turbare e attraversare dalla caduta di Ivan, dal suo grido ininterrotto per tre lunghi giorni, dal rene mobile, dall'alienazione familiare. Di questa lettura, dei suoi strascichi e sedimenti, calchi e rigurgiti di senso fatene, o meglio facciamone, moneta di scambio a Centuripe, il comune più ad est della provincia ennese, noto per la sua disposizione a stella su un'altitudine di 733 metri, noto per le sue radici lontane risalenti a oltre 4000 anni fa, di cui si trova testimonianza nel museo civico nei vari siti archeologici, noto ancora per la massiccia presenza di zolfatare e produzione di ceramiche. A sabato 24 gennaio, quindi, nel paese stella di Centuripe e la vita e la morte di Ivan Il'ič.


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2 commenti:

Rosa ha detto...

Come ben sanno i lettori che da alcuni incontri in qua sono diventati parte integrante dell'isola degli asini, (e non c'è niente di più facile e difficile basta leggere e mettersi in gioco), ci sono questi due tipi esplosivi, Orazio e Agata, che portano per ogni incontro un oggetto a tema, ossia un oggetto che abbia a che fare con il libro letto.
Ecco, noi oggi si fa qui qualche scommessa, giusto per babbio, sull'oggetto che potrebbero portare a Centuripe, inerente La morte di quello sfigato di Ivan Il'ic:
a) una scala, che ricorda quella dalla quale cadde Ivan. Ce li vedo già, come manovali, arrivare all'incontro che imbracciano una scala sulle spalle.
b) un mazzo di carte, lo stesso con cui giocano gli amici (?) e colleghi di Ivan, rubacchiato in qualche circolo di compagnia di paese quindi logoro agli angoli per l'eccessivo uso.
c) l'urlo di munch, per ricordare l'urlo ininterrotto di tre giorni di Ivan, chiesto in prestito niente pò pò di meno alla Nasjonalgalleriet di Oslo che gentilmente gliel'ha concesso per l'occasione.
Azzardate pure altre ipotesi, schiatta di lettori

Agata fragola ha detto...

Mica siamo così principianti...ben altri volumi ed altre scale vi attendono!
Scherzi a parte le ipotesi erano tutte esilaranti..quasi quasi le portiamo.. ma si, abbondandis abbondandum,come diceva Totò!

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